Colloquio con lo psicologo Esercito: consigli utili per i concorrenti

Colloquio con lo psicologo Esercito

Dovete partecipare ad uno dei Concorsi Esercito? In questo post troverete tutto quello che dovete sapere sul temuto colloquio con lo psicologo

Tutti i concorsi di selezione per indossare la divisa prevedono il colloquio con lo psicologo, uno scoglio piuttosto difficile che ogni candidato deve affrontare nell’iter concorsuale. Ma qual è il metodo migliore per superare questa prova? Ecco dunque qualche consiglio che potrebbe rivelarsi utile per affrontare al meglio il colloquio con lo psicologo Esercito.


INDICE
– Come comportarsi al colloquio con lo psicologo Esercito
– Colloquio con lo psicologo Esercito: come comportarsi nei colloqui di gruppo
– Come prepararsi al colloquio con lo psicologo Esercito


Come comportarsi al colloquio con lo psicologo Esercito

Come abbiamo detto sopra, tutti i Concorsi di selezione per entrare in Esercito prevedono all’interno dell’iter concorsuale delle prove attitudinali (test e colloquio psicologici) finalizzati a valutare le attitudini e le inclinazioni di ogni concorrente e, soprattutto, le reali motivazioni che lo spingono a voler indossare la divisa dell’Esercito Italiano. Durante i Concorsi, infatti, la commissione esaminatrice è chiamata a giudicare i concorrenti non solo per i loro capacità culturali e fisiche, ma anche per le loro inclinazioni e le loro attitudini.

Gli accertamenti attitudinali, solitamente, sono tra le ultime prove dell’iter dei concorsi militari. Il colloquio con lo psicologo Esercito, dunque, rappresenta uno degli ultimi ostacoli che i concorrenti devono affrontare prima di veder realizzare il loro sogno. Superare con successo tutte le prove ed infine ottenere l’idoneità durante gli accertamenti attitudinali avvicina ogni candidato al momento in cui indosserà la divisa. Occorre dunque prestare particolare attenzione durante la seduta con lo psicologo, per non incappare in facili errori che potrebbero compromettere il risultato finale, ovvero l’idoneità del candidato al ruolo che si intende ricoprire. Come comportarsi, dunque, durante il colloquio con lo psicologo Esercito?

Non ci sono delle vere e proprie regole scritte che permettono di superare il colloquio con lo psicologo Esercito. Senza dubbio, dovete ricordare che la valutazione da parte dello psicologo parte ancor prima che il candidato stesso se ne accorga. Molti esaminatori, infatti, valutano i candidati fin dal primo approccio, magari da come sono vestiti (e badate bene che non parliamo di stile di abbigliamento, quanto piuttosto di una questione di cura della propria persona), o ancora da come i concorrenti si mostrano mentre sono in attesa del loro turno. Risulta importante, quindi, sia il modo in cui ci presentiamo alla prova – ricordatevi di vestire in maniera adeguata, non trasandata ed eccentrica, così da dimostrare un certo rispetto per il contesto in cui state aspirando ad entrare, un’Amministrazione in divisa -, sia la posizione in cui ci si siede. Sarebbe utile quindi mostrarsi rilassati (ma non troppo), evitando di far trasparire troppe ansie da prestazione (non guardate spesso l’orologio e assolutamente non mangiatevi le unghie).

Veniamo ora al colloquio con lo psicologo Esercito vero e proprio. Cosa succede quando si è nella stessa stanza con la persona che in quel momento ci sta esaminando e che tiene il nostro destino nelle sue mani? Dovete tenere a mente che l’esaminatore è chiamato ad interrogarvi per scoprire tutte le vostre inclinazioni e le vostre attitudini, esplorando sei differenti aree della personalità di ogni candidato: area della famiglia, area personale, area lavorativa e dell’istruzione, area del tempo libero, le esperienze di vita e l’area dei valori professionali. Ai concorrenti vengono fatte un numero imprecisato di domande a cui è necessario rispondere in maniera corretta. Come detto, le domande servono per capire le attitudini e le inclinazioni di ogni concorrente, quindi potrebbero essere anche piuttosto personali. Sarebbe sbagliato, dunque, mettersi sulla difensiva. Risulta invece opportuno pensare al colloquio con lo psicologo Esercito non come se fosse un interrogatorio o un terzo grado, ma come se fosse un confronto, un colloquio con un ‘amico’ (ricordandovi però che questo amico alla fine vi dovrà giudicare e deciderà se siete idonei ad indossare la divisa che tanto sognate).

Colloquio con lo psicologo Esercito: come comportarsi nei colloqui di gruppo

Il colloquio con lo psicologo Esercito non è solo una prova individuale. Negli accertamenti attitudinali, infatti, sono previsti anche dei colloqui di gruppi che servono alla commissione esaminatrice per analizzare comportamenti e registrare le dinamiche relazionali che nascono durante l’interazione tra i candidati. In cosa consistono in particolare i colloqui di gruppo? Solitamente sono dei giochi di leadership che servono per intercettare le diverse personalità presenti nella stanza. Lo psicologo, infatti, è chiamato ad individuare i candidati con un forte spicco al comando (che presumibilmente potrebbero ricoprire ruoli e cariche di comando) e quelli che non possiedono assolutamente le caratteristiche tipiche del leader (destinati eventualmente al ruolo di truppa). Come per i colloqui individuali, i colloqui di gruppo servono a valutare l’idoneità del candidato a svolgere le mansioni previste dall’incarico attribuito al ruolo che aspira ricoprire.

Come prepararsi al colloquio con lo psicologo Esercito

Per tutto questo tempo abbiamo parlato di ‘inclinazioni’ e di ‘attitudini’ alla carriera militare. Proprio perché si parla di ‘attitudine‘ e di ‘inclinazioni‘, non è possibile regolamentare una vera e propria preparazione per gli accertamenti attitudinali, così come invece avviene per le prove culturali e per quelle fisiche che devono essere superate precedentemente. Il miglior consiglio che possiamo fornirvi per superare il colloquio con lo psicologo Esercito è quello di rispondere con sincerità ai quesiti che ci vengono posti dal nostro esaminatore e di essere sempre se stessi.

I consigli che vi abbiamo dato finora sono molto utili ma restano comunque delle indicazioni sommarie rispetto al colloquio con lo psicologo Esercito. Per quanti di voi vogliano approfondire in modo specifico tutte le tecniche e le metodologie messe in atto durante gli accertamenti attitudinali nei concorsi di selezione per entrare in Esercito, vi consigliamo di valutare l’iscrizione ad una scuola di preparazione ai concorsi militari. In questa pagina è possibile trovare un elenco con le schede dei corsi di preparazione ai diversi Concorsi Esercito.

Per ricevere maggiori info, contattaci subito, un incaricato della Nissolino Corsi ti risponderà il prima possibile.

4 Commenti su Colloquio con lo psicologo Esercito: consigli utili per i concorrenti

  1. Grazie dei consigli li ho trovati molto utili. Avrei solo una domanda, una persona che ha avuto una brutta infanzia proprio a causa di un membro familiare molto importante viene per forza scartata?

    • Salve Manuel, lo psicologo va ad indagare ogni ambito della personalità di ogni candidato per capire se questo è idoneo alla carriera militare

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