Come diventare Alpini dell’Esercito: ecco come fare

Come diventare Alpini dell'Esercito

Volete sapere come diventare Alpini dell’Esercito Italiano? In questo articolo vi spieghiamo come entrare a far parte di questa specialità dell’Esercito.

Il reparto degli Alpini è uno di quelli che maggiormente sembra interessare i giovani che vogliono arruolarsi nell’Esercito. Abbiamo deciso così di scrivere questo post in cui diamo tutte le informazioni utili su come diventare Alpini dell’Esercito Italiano con vari ruoli e gradi.


INDICE
– Come diventare Alpini dell’Esercito: tutto quello che c’è da sapere sul reparto Alpini
– Come diventare Alpini dell’Esercito


Come diventare Alpini dell’Esercito: tutto quello che c’è da sapere sul reparto Alpini

Prima di capire come diventare Alpini dell’Esercito, vediamo di fare una breve panoramica su questo reparto, spiegando un po’ della sua storia e delle sue tradizioni e, soprattutto, spiegando quali sono i suoi compiti e funzioni all’interno della Forza Armata.

Gli Alpini sono le truppe da montagna dell’Esercito Italiano e rappresentano una specialità dell’Arma di Fanteria specializzata nella guerra sui terreni montani. Queste truppe sono attualmente organizzate sostanzialmente su due brigate operative inquadrate nel Comando truppe alpine, un comando di vertice dell’Esercito Italiano alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. Le truppe alpine sono una specialità pluriarma, in quanto riuniscono reparti appartenenti alle varie Armi e Corpi dell’Esercito: Fanteria, Artiglieria, Genio, Trasmissioni, Trasporti e Materiali, Corpi Logistici. Come abbiamo detto sopra, quasi tutti i Reparti Alpini fanno capo al Comando truppe alpine (COMALP), un comando a livello di Corpo d’Armata (erede del 4º Corpo d’Armata Alpino) con sede a Bolzano. Dal COMALP dipendono:

  • due brigate alpine: la “Taurinense” con il comando a Torino ed i reparti in Piemonte e Abruzzo e la “Julia” con il comando a Udine ed i reparti in Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli. Le due brigate hanno struttura analoga: entrambe dispongono di un reparto comando e supporti tattici, di tre reggimenti di fanteria alpina, di un reggimento di artiglieria da montagna ed di un reggimento del genio. Le brigate “Julia” e “Taurinense” sono unità di proiezione, vale a dire unità rapidamente schierabili e disponibili per ogni test o impiego operativo internazionale ed hanno partecipato in primo piano con i propri reggimenti a molte delle più importanti operazioni militari italiane all’Estero;
  • il Centro addestramento alpino di Aosta: erede della Scuola militare alpina, è l’istituto preposto all’addestramento in campo sci-alpinistico delle truppe alpine, nonché del personale di altre Forze Armate italiane o straniere. Il centro ha alle dipendenze il 6º Reggimento alpini, di stanza a Brunico e San Candido, che gestisce con proprio personale le aree addestrative della val Pusteria dove si addestrano reparti operativi ed istituti di formazione militare;
  • i supporti, notevolmente ridimensionati rispetto al passato, al 2011 sono costituiti dal Reparto Comando a Bolzano, che assicura il supporto logistico al COMALP e dal 4º Reggimento alpini paracadutisti, unità d’élite delle truppe alpine utilizzata per operazioni speciali.

Fanno parte del Reparto Alpino altri quattro reggimenti di supporto (uno di Artiglieria, uno delle Trasmissioni e due Logistici), anche se posti alle dipendenze di altri comandi. Questi reparti rimangono comunque truppe alpine a tutti gli effetti, tanto che conservano fisionomia, nome, tradizioni e soprattutto il cappello alpino.

Proprio il cappello degli Alpini è uno dei segni distintivi di questo reparto dell’Esercito. Il cappello, detto ‘bantam‘, è l’elemento più noto e rappresentativo dell’uniforme degli alpini: è composto da molti elementi atti a rappresentare il grado, il reggimento e la specialità di appartenenza. Tra questi elementi, particolare importanza è data alla penna posta sopra al cappello degli Alpini: lunga circa 25–30 cm, è portata sul lato sinistro del cappello, leggermente inclinata all’indietro, di corvo nera per la Truppa, di aquila marrone per i Sottufficiali e gli Ufficiali Inferiori e di oca bianca per gli Ufficiali Superiori e Generali.

Come diventare Alpini dell’Esercito

Dopo questa breve panoramica sul Reparto Alpini, vediamo di capire insieme come entrare in queste unità e, dunque come diventare Alpini dell’Esercito.

È possibile entrare nel Reparto Alpini vestendo diversi gradi e ricoprendo diversi ruoli. Andando con ordine crescente nella scala gerarchica dell’Esercito Italiano: se un giovane vuole diventare militare professionista alpino di Truppa, deve partecipare al Concorso Pubblico per diventare VFP1 Esercito. Come accade per ogni Concorso di Selezione per entrare in Esercito, è necessario che ogni candidato sia in possesso di determinati requisiti che possono essere consultati nella nostra Schede Requisiti Concorso VFP1 Esercito. I candidati vincitori del Concorso vengono avviati ai reparti di addestramento e, al termine del periodo di formazione e addestramento, viene assegnato loro l’incarico presso il reparto di destinazione, tra cui quello degli Alpini qualora il candidato abbia precedentemente dichiarato la sua volontà di essere destinato a questo reparto o qualora l’Amministrazione abbia particolari necessità di organico.

È possibile entrare nel Reparto Alpini anche con il grado di Maresciallo o con il grado di Ufficiale: i primi, dopo aver superato il Concorso per diventare Allievo Maresciallo dell’Esercito, previo possesso di determinati requisiti e superamento delle prove concorsuali, devono frequentare un corso triennale presso la Scuola Sottufficiali di Viterbo. Al termine della frequenza dell’intero corso, gli Allievi Marescialli sono nominati Marescialli in servizio permanente e vengono inviati presso il reparto di destinazione, tra cui – anche qui – quello degli Alpini qualora il candidato abbia precedentemente dichiarato la sua volontà di essere destinato a questo reparto o qualora l’Amministrazione abbia particolari necessità di organico. Lo stesso vale per gli Ufficiali: dopo aver superato il Concorso per diventare Ufficiali dell’Esercito Italiano, questi vengono convocati presso l’Accademia dell’Esercito di Modena per frequentare il corso quinquennale, al termine del quale ottengono una laurea specialistica (differente a seconda dell’Arma o del Corpo che hanno scelto) e il grado di Tenente. Come sopra, al termine del periodo di formazione e addestramento, viene assegnato loro l’incarico presso il reparto di destinazione, tra cui quello degli Alpini qualora il candidato abbia precedentemente dichiarato la sua volontà di essere destinato a questo reparto o qualora l’Amministrazione abbia particolari necessità di organico.

Per ricevere maggiori info, contattaci subito, un incaricato della Nissolino Corsi ti risponderà il prima possibile.

11 Commenti su Come diventare Alpini dell’Esercito: ecco come fare

    • Salve Federico, se ci atteniamo alle tempistiche dello scorso anno, il bando di Concorso dovrebbe uscire entro fine 2017, ma non ci sono ancora informazioni certe in merito.

  1. Buonasera,
    vorrei chiedere se è possibile sapere quando, all’incirca, verrà pubblicato il prossimo bando VFP1? Entro fine anno come per gli anni passati oppure c’è stato qualche cambiamento? Grazie in anticipo.

  2. Buongiorno, scrivo a nome di mia figlia arruolata il 10 settembre 2018 VFP1 Ascoli Piceno, la domanda è la seguente: lei vorrebbe intraprendere la carriera da sottufficiale, quali sono i requisiti compresa l’età visto che ad oggi ha 25 anni, e dove e come presentare la domanda per il corso triennale. Grazie per il tempo che vorrà dedicarmi

  3. Salve volevo chiedere un’informazione, è possibile partecipare al concorso da vfp1 negli alpini e successivamente finito l’anno di addestramento partecipare al concorso di carabinieri?
    Grazie in anticipo!

  4. Salve, si può esprimere la preferenza riguardo alle armi e corpi degli Alpini dove si vorrebbe essere assegnati.
    Grazie

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